 La calligrafia in Turchia è un'arte nobile, parte della più ampia Arte islamica dello scrivere bene. Nasce con il fine ultimo di trascrivere il sacro Corano, cioè la trascrizione della parola di Dio. Pensate, i testi del Corano hanno per secoli rappresentato un vero e proprio modello artistico dell'architettura islamica: non solo per gli architetti, ma anche per intagliatori, tessitori o pittori. Una forma di scrittura che troviamo appunto nelle moschee, nei mausolei, nelle stoffe e negli arazzi, ricamati o semplicemente dipinti. La parola stessa 'calligrafia' deriva dal greco κάλος bellezza e γραφία grafia, cioè bella-grafia, diventata poi l'arte della scrittura ornamentale.
Lo stesso simbolo floreale della Turchia, il tulipano, veniva spesso rappresentato con l'anagramma di Allah. Non si può non ammirare il tughra di Mahmud Han bib Abduhamid muzaffer daima (meglio conosciuto come Mahmud II), sultano del'impero Ottomano, la cui firma personale veniva usata come sigillo nei documenti ufficiali. Secondo gli studiosi, nel caso dei tughra, gli ottomani si ispirarono all'aquila bicipide bizantina, lo stemma usato da Costantino I (quasi a rappresentare i due continenti, europeo e asiatico) del suo grande impero.
La calligrafia è diventata uno dei maggiori mezzi d'espressione artistica di tutta la cultura islamica, felicemente rappresentata per esempio anche nelle mura dei minareti: tra i tanti quelli della Moschea verde di Yesil Camii di Iznik o della chiesa di Haghia Sofia. Le decorazioni calligrafiche del 'qibla' della moschea di Sokollu Mehmet Paşa, rimane a nostro avviso una delle aree artistiche di maggiore attrazione della città di Istanbul.
La calligrafia islamica, e quindi arabo-turca o anche semplicemente ottomana, come la pittura e la musica, segue precise regole di armonia e ritmo, luci e colori. Praticata su una linea orizzontale, segue direzioni verso l'alto e verso il basso, a destra o a sinistra (e quindi in avanti e indietro), quasi a voler simboleggiare il richiamo divino e terrestre, materialista e visivo, passato e futuro, del mondo interno e spirituale con quello esterno. La forma artistica si sviluppa in modo particolare nelle comunità sufi della Turchia (noti sono in particolare i tekke, i conventi dei dervisci), diventandone una forma d'espressione mistica. Una rappresentazione questa legata all'arte della geometria islamica, propriamente detta 'arabesca', cioè lo stile ornamentale che appunto vediamo decorare moschee ed edifici religiosi.
Il calligrafico viene rappresentato spesso seduto a gambe incrociate, nella mano destra tenere il calamaio (divit), usando la mano sinistra a sostenere il feltro su cui poggia la carta (papiro, pergamena o carta); la penna è una canna secca ed è chiamato qalam. I movimenti sono leggeri e controllati, quasi liberati con un respiro meditativo. La calligrafia turca conserva quindi uno spazio particolare nella più grande arte calligrafica islamica, grazie soprattutto alla passione e all'uso praticato dai sultani ottomani.
Durante il vostro soggiorno nella città di Istanbul, consigliamo la visita al Museo della Calligrafia, un luogo veramente unico nel suo genere. Al suo interno vi troverete delle vere e proprie opere d'arte calligrafica: le firme più celebri dei sultani ottomani, le note tughra di cui sopra, le scritture ornamentali, libri e copie del Corano. Anche l'Arte della Miniatura Ottomana, che raggiunse l'apice nel XVI secolo con Solimano il magnifico, usa i particolari della calligrafia islamica, alla quale in questo caso si usano associare le luci cromatiche dei colori (la si ammira in particolare nel Palazzo di Topkapi di Istanbul). Da non mancare inoltre la visita alla moschea di Solimano e ai suoi affreschi di calligrafia araba.
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