Flussi migratori della Turchia

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Flussi migratori della Turchia

 


  


Flussi migratori della Turchia

Gastarbeiter turchi in GermaniaCon l'impero Ottomano iniziarono le grandi migrazioni del XV secolo in Turchia. Curioso dirsi, ma furono gli ebrei i primi a venire accolti nel paese: ebrei sefarditi, cioè provenienti dalla penisola iberica (Spagna e Portogallo), perché espulsi dal nuovo regno dei cattolici reali di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona. Seguirono altre popolazioni, come quelle provenienti dalla Russia, dalla Polonia e dall'Ungheria. Ma fu il XIX secolo che vide uno dei più grandi esodi in Turchia: furono questi popoli soprattutto di ceppo musulmano (chiamati Muhacir, in precedenza espatriati al di fuori della originaria terra islamica), provenienti dalla regione dei Balcani (prevalentemente albanesi, bosniaci e musulmani della Bulgaria), del Caucaso, della Crimea e da Creta. Tutti questi popoli hanno contribuito alla formazione della moderna Turchia

Nella storia a noi più recente, quella dell'ultimo decennio degli anni '90, vi furono grosse ondate di rifugiati provenienti dalle guerre in Bosnia, dai conflitti in Cecenia e da quelli in Iraq (è il caso dei Curdi oggi rimpatriati nella regione autonoma del Kurdistan). Gli ebrei in Turchia sono attualmente circa 26.000 (di cui la maggioranza vive nella città di Istanbul, seguita da Izmir, Adana ed Anakara) tra questi, vengono ancora oggi distinti gli ebrei sefarditi (la maggioranza) da quelli aschenaziti (cioè originariamente provenienti dalle regioni europee della Valle del Reno, in Germania.  I polacchi in Turchia rappresentano un'altra buona parte della popolazione, fondarono nel 1881, alle porte di Istanbul, il villaggio di Polonezköy (anche chiamato Adampol). Nonostante le ondate migratorie in Turchia si siano oggi esaurite, se paragonate a quelle passate, il paese continua ad essere meta preferita da rifugiati politici o di guerra, di questi troviamo prevalentemente iraniani, iracheni, somali, afghani e ceceni.

Daltra parte, la diaspora turca ha giocato la sua parte nella storia del paese, nonostante principalmente la popolazione ha sempre vissuto in patria. Ad essa si aggiungano le popolazioni di origine turca presenti in quelle regioni europee un tempo parte del regno Ottomano (Grecia, Macedonia, Kosovo, Nord Cipro, Bulgaria, Siria e Iraq). La prima grande diaspora turca inizia in particolare negli anni sessanta del Novecento, le ragioni erano quelle legate al lavoro. Fu infatti un accordo economico con la Germania a dare inizio alla maggiore comunità turca nel mondo fuori dalla Turchia (2,7 milioni di persone). Seguirono nazioni come l'Olanda, il Belgio, la Francia e la Svezia. Nei territori tedeschi i lavoratori turchi erano conosciuti con il nome di Gastarbeiter, lavoratore ospite, nome datto a tutti gli immigrati stranieri in Germania, compresi quindi quelli italiani. Il governo turco di allora offriva infatti rimesse in moneta estera. Ci sono grandi comunità turche anche in altre parte del mondo, negli Stati Uniti esistono oggi circa 500.000 persone di origine turca, nel Canada (50.000) e nel Brasile (quasi 59.000).

 

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