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La mitologia turca è un insieme di storie e avvenimenti tramandati nel tempo dalle popolazione dell'antica Anatolia, odierna Turchia. Si riflettono in essa un insieme di miti provenienti dalle regioni dell'Asia centrale o da quelle dell'Europa più vicina, originatesi dal continuo flusso migratorio e stanziatesi nelle varie parti del paese (dal Mar Nero all'odierna Anatolia, Mediterraneo o regione del Mar Egeo).
Il nome Bosforo, lo stretto su cui poggia Istanbul e che unisce i due più grandi continenti del mondo (Asia ed Europa), pare derivare infatti dalla mitologia greca: si racconta che Giove pentitosi di aver tradito la moglie Giunone con l'amante Io, decise di trasformare quest'ultima in una mucca; non contenta Giunone fece in modo che la malcapitata si gettasse nelle acque delle stretto, che prese appunto il nome dal greco Bous (mucca) e poros (incrocio), lo “stretto delle mucca”.
Uno dei più importanti movimenti umani della storia della Turchia avvenne con la tribù degli Oghuz, da cui i turchi Selgiuchidi e gli Ottomani discendono. La storia di questo popolo è ripresa nel poema epico “il libro di Dede Korkut”, uno dei maggiori documenti storici e letterari del medioevo turco (la data della loro trascrizione è ancora oggi incerta, ma pare risalire all'XI secolo). Il libro racconta le gesta di questo popolo asiatico, la loro vita nomade, i loro usi e valori.
Parte della mitologia turca ci viene anche presentata dall'epica di Köroğlu, tramandataci dalla più pura tradizione orale. Una leggenda comune a differenti culture, non solo quella turca. In Turchia, la leggenda narra le gesta di Köroğlu, figlio di un uomo cieco, in una serie di avvenimenti legati alla difesa della propria tribù contro le minacce stranieri. Numerose le tradizioni folcloristiche legate alla figura di questo eroe, soprattutto quelle di tipo melodico-musicalie. In genere, la tradizione del folclore poetico turco, ha ricevuto forti influenze dalle tradizioni delle religioni della Turchia, in particolare quella del suffismo e della Shi'a.
Il lupo Bozkurt, come viene ancora oggi chiamato, rappresenta uno dei massimi protettori delle antiche tribù nomadi, divenendo simbolo nazionale anche nell'impero ottomano. Si credeva infatti che le popolazioni dei Gokturk, originarie dallAsia centro-orientale (secondo fonti cinesi chiamati anche Tujue), fossero discendenti della lupa Asena. Uno dei maggiori miti legati al mondo turco è quello di Ergenekon, un luogo leggendario situato nelle inaccessibili valli dei Monti Altai (Asia centrale), da dove si narra abbia avuto origine l'impero di Gokturk e il suo fondatore Bumin Khan. Fu proprio la lupa Asena ad indicare la via lungo il labirinto delle valli e dei passi di montagna. In questo contesto troviamo elementi vicini alla natura sciamanica come l'animale totemico, la caverna, il fuoco e l'arte della lavorazione del ferro.
Una delle maggiori figure della mitologia e, in particolare, del folclore popolare turco, è quella di Nareddin Hoca, spesso rappresentato come un simpatico vecchietto in groppa, al contrario, ad un asinello e amante degli scherzi (nonostante in effetti si dimostri una persona di grande saggezza). Altre importanti figure sono quelle di Al Basti (chiamato anche Al Kardai, o semplicemente Al), una figura femminile che assume le sembianze di un demone notturno, conosciuta in particolare nelle regioni dell'Anatolia e, oltre confine, nel Turkmenistan. Nella regione del Mar Nero, troviamo una simile figura, dal nome di Tavara (o Davara), una sorta di incubo notturno, che i genitori (quando appare ai bambini nel sonno) usano mandar via canticchiando una locale ninna nanna. Ad esse si aggiungono, Bardi lo sciacallo (uno spirito mutevole), il gigante Dervishi, Karakoncolos (una sorta di uomo nero della mitologia dell'Anatolia e del folclore bulgaro), Peris, un angelo caduto (preso in prestito dalla mitologia dell'antica Persia).
In generale, la mitologia turca è intrisa di superstizioni: la celebre perla blu, mavi boncuk, è forse uno degli amuleti più conosciuti contro il malocchio. Nella regione turca del Mar Nero, nel verificare se un matrimonio è di buon auspicio si usa chiedere alla sposa, mentre entra nella casa, di rompere un ramo di vite in 3 parti, che verranno poi piantate nel terreno: se fioriranno significa che il matrimonio sarà fortunato.
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