 La Turchia a prima vista sembra un paese di aperte contraddizioni, un luogo dove ancora oggi il moderno si fa strada in una società dalle antiche tradizioni, mai sopite e pur sempre presenti nell'animo della gente. I turchi vivono oggi in città caotiche, ricche di bazar pieni di prodotti attraenti, ristoranti e caffetterie pronti ad attirare al proprio cospetto l'enorme folla di turisti, che ad ogni stagione si riversa nelle strade dei quartieri più conosciuti. A pochi chilometri di distanza, nelle campagne, si assiste ad un'altra realtà, non per questo meno vera ed attraente della precedente.
In questi stessi luoghi, città e campagna, tradizioni ed usanze continuano a convivere, rendendoci testimoni di una differente visione sociale: ragazze con il velo passeggiano accanto a donne, anche più grandi, dalla lunga chioma lucente, bar pieni di soli uomini intenti a giocare a carte, fumando e bevendo il classico caffè o tè turco.
Grande l'ospitalità dei turchi, un popolo in continua ricerca di approvazione ed orgoglioso del proprio patrimonio storico-culturale. Il tatto e il contatto fisico sono parte dei gesti quotidiani della gente, come per noi italiani, anche il popolo turco ama gesticolare. Il rispetto e il senso della famiglia sono di estrema importanza: vi troviamo spesso famiglie numerose (in genere, un nucleo famigliare è composto anche da tre generazioni insieme), che amano riunirsi con figli, padri, madri, zii e nonni, amici e parenti e quant'altro. Sono questi momenti di festa, sempre accompagnati da abbondanti bevande e dolciumi.
Per tradizione, esiste profondo rispetto nei confronti della persona più anziana e dell'autorità. Il visitatore in Turchia dovrebbe usare lo stesso comportamento, là dove l'etichetta esige siano trattati con garbo e delicatezza argomenti legati alla vita politica e religiosa del paese. Il divorzio è ammesso dal sistema legale turco, ma deve essere visto nel contesto religioso praticato dalla popolazione, dicasi musulmana, ma anche cristiana. La legge ammette il divorzio solo in caso di adulterio, abbandono della casa famigliare (per oltre 6 mesi), malattia mentale, incompatibilità.
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