Religioni della Turchia

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Religioni della Turchia

 


  


Religioni della Turchia

Suffismo TurchiaLa Turchia è un paese ricco di affascinanti contraddizioni, una tra tutte quella che pone in primo piano la fede. Non esiste una religione di Stato in Turchia, secondo i principi proposti da Ataturk, il padre della Turchia moderna; ciò nonostante quasi tutta la popolazione professa l'islamismo, sunnita o sciita. Principi laici che portano ad un equilibrio sociale e religioso, a volte sofferto, anche nei della religione cristiana o ebraica (ebrei sefarditi, ortodossi e protestanti armeni, cattolici di rito bizantino, e altro).

Soffermandoci sul carattere musulmano della Turchia, si nota che questo è un paese che, come i suoi vicini più rigidi, vede i devoti recarsi nelle moschee cinque volte al giorno, richiamati dall'affascinante canto proveniente dai minareti sparsi un po' ovunque. Allah e Maometto sono i due grandi personaggi di questa antica religione, il Corano l'insegnamento divino. La contraddizione d'altra parte avviene nel momento in cui nelle alte cariche dello Stato è previsto un Ministero degli affari religiosi, che ha lo scopo di salvaguardare i principi dell'Islam nel territorio, e questo nonostante appunto la nazione si dichiari del tutto laica.

All'occidentale la Turchia appare come una terra di mistici, e lo è veramente: tradizioni, storia e folclore locale hanno giocato un ruolo di non poca importanza nel plasmare la cultura oggi presente. Esistono infatti diversi ordini religiosi in Turchia (confraternite islamiche Turuq), il più noto dei quali è senza dubbio l'Ordine  di Mevlevi, caratterizzato dai famosi 'dervisci rotanti'. L'ordine si rifà ai messaggi religiosi di due mistici Mevlana Gialal ad-Din Rûmî e Hacı Bektaşi Veli, e sono parte di un tardo fenomeno del sufismo islamico, con il quale si percorre una via mistica per giungere ad una diretta conoscenza di Dio (Ma'rifa). I dervisci sono degli asceti mistici per i quali la danza circolare (che simboleggia le evoluzioni in armonia degli astri celesti) viene praticata in una forma di pura meditazione e si trasforma in estasi congiungendosi a Dio. Forte l'emozione nel vedere questi uomini roteare su se stessi, nei loro lunghi costumi bianchi formati da ampie gonne e alti capelli a cilindro.

Tra le pratiche religiose in Turchia, vi troviamo anche quelle del gruppo dell'Alevismo (noto anche come Kizil Nash), che raccoglie circa il 20% della popolazione ed è in particolare in uso tra le etnie Yazidi (che a loro volta praticano il filone dello Yazidismo, una sorta di giudaismo, zoroastrismo e misticismo islamico) e tra il movimento mistico di Ahl-e Haqq. Tutte e tre possono essere ricondotte in quello che viene chiamato il Culto degli Angeli, la cui tradizione è pur sempre islamica in origine ma da cui si differenzia per diversi elementi. Troviamo anche il Bektashismo, il cui ordine ha origini Sufi, un filone distinto della duodecimani Shi'a islamica (coloro che credono nella legittima successione di dodici Imam (maestri guida musulmani). La religione ebraica è anch'essa presente, di maggioranza sefarditi e aschenaziti.

Il resto della popolazione appartiene ad altre religioni, approssimativamente esistono circa 130.000 non musulmani in Turchia. Vi troviamo i cristiani greco-ortodossi, gli armeni-apostolici, la chiesa ortodossa siriaca un gruppo autocefalo guidato dal Patriarca Ortodosso di Antiochia, i cristiani cattolici e protestanti. Nonostante la forte presenza musulmana, nel paese è possibile praticare liberamente il proprio culto religioso, all'interno della propria comunità. Accanto alle numerose moschee, di cui alcune di grande interesse artistico, si affiancano chiese e sinagoghe, tra queste la chiesa di San Salvatore di Chora conserva mosaici e affreschi bizantini di rara bellezza.


 

 

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